Un acclimatamento ambizioso

Adam Bielecki e Felix Berg mirano a stabilire una nuova via sulla parete Nord Ovest dell’ Annapurna.

Ricordiamo che il duo polacco/tedesco ha effettuato la prima scalata “vera” della parete Ovest del Gasherbrum II nel 2018.

Adam ha appena rilasciato questa dichiarazione, riguardo al loro obiettivo di acclimatamento :

“Finalmente possiamo vedere il nostro primo obiettivo – Langtang Lirung 7227 m. La popolazione locale, appena saputo che vogliamo scalarla, ha reagito con una risata o incredulità. Parlando con loro ci rendiamo conto di quanto sia serio il nostro obiettivo di acclimatamento.. l’ultima scalata è avvenuta nel 1995. Il proprietario del nostro hotel ha promesso che se lo scaliamo potremo bere gratuitamente tutto l’alcool che ha nel suo ristorante “

                                                                               Langtang Lirung da Est, wikipedia

Langtang Lirung è una montagna molto prominente, bella e tecnicamente seria su ogni versante, situata nel Langtang Himal, duramente colpito dal terremoto del 2015.

E’ stata scalata raramente nel passato.

Primi salitori due membri di una spedizione giapponese nel1978, attraverso il pericoloso ghiacciaio del Lirung e la cresta Est, dopo 8 tentativi precedenti.

Una spedizione triestina, nel 1982, guidata dal grande alpinista Bruno Crepaz , riuscì a salire la vetta ma purtroppo Bruno scomparve in discesa, misteriosamente, tra Campo 3 e Campo 2.

La sua enorme parete sud di 3 km, ancora vergine, è la più tecnica e pericolosa.

Descritta da una squadra inglese (*) nel 1980 come un continuo “treno di valanghe attraverso tutti i canali della parete” ; l’ultimo alpinista che ha tentato la sua scalata, in solitaria, è stato Tomaz Humar, morto qui nel 2009 dopo una caduta che lo lasciò gravemente ferito. Riuscì a contattare un paio di volte via radio la moglie e il fedele cuoco presente al Campo Base ; l’operazione di soccorso che partì in sua ricerca lo trovò, purtroppo morto, a 5600 metri, molto più in basso di dove aveva riportato la sua ultima posizione.

mappa spedizione inglese mike searle 1980

di Rodolphe Popier ( Himalayan Database Researcher and Inquirer,Kairn.com editor ) tradotto da Federico Bernardi

 


 1.Non ci sono elementi diretti ( qualsiasi dato dal tracker GPS , fotografie, telefono satellitare, time laps notturni dal Campo Base,etc) né indiretti ( luci viste dal Campo Base, tracce sulla neve) che dimostrino che Ueli Steck abbia lasciato il suo bivacco [a 6900mt circa, sotto la headwall e le maggiori difficoltà tecniche,NdR] la notte tra l’8 e il 9 Ottobre del 2013. L’ossservazione diretta ha confermato la sua posizione a 6900 mt alle 17 circa, poi ripresa la mattina dopo a circa 6500 metri alle 9 di mattina con Ueli in discesa verso CB. Il suo bivacco è stato trovato daifrancesi Graziani e Benoist che hanno salito la stessa parete due settimane dopo, senza trovare altri segni di passaggio oltre i 6900 metri. I francesi hanno confermato , ascoltati separatamente.

2.Le testimonianze di Tenji Sherpa e Ngima Sherpa – che riferirono di aver visto una luce frontale sulla parete e poco sotto la cima durante la discesa sono in contraddizione con quanto riferito dagli altri membri del team che ugualmente erano usciti dalle tende quella notte, in un caso insieme (Bowie e Tenji intorno a mezzanotte). Nessuno degli altri membri della spedizione ha confermato di aver visto luci quella notte. Tra l’altro nessuno ne avrebbe ha parlato la mattina dopo, prima dell’avvistamento di Steck già a circa 6500 metri in discesa.

3 .Tutti gli elementi raccontati da Steck della sequenza temporale di tutta la salita sono intrinsecamente vaghi, a causa della mancanza di misurazione oggettiva, sia da parte di Steck (nonostante l’uso teorico di GPS all’inizio – vedi parte 6 ) che dai membri al Campo Base (senza immagini time-lapse durante la notte). Si può concludere tuttavia, sulla base di questi elementi vaghi, che Steck è stato in grado di salire al di sopra 7000m durante la notte più velocemente e su terreno più difficile di quanto fatto da lui sotto i 7000m durante il giorno. Se Ueli è stato almeno 2 volte più veloce dei 2 team francesi (Beghin / Lafaille 1992  e Benoist / Graziani 2013) nella parte bassa della parete, nella metà superiore – durante la notte . lo svizzero risulterebbe almeno 3 volte più veloce (per i francesi sono stati necessari 2 giorni e mezzo solo per la headwall nel 2013, salendo di giorno; Steck circa 6:45 ore dal suo campo verso l’alto).

Il tempo di discesa di Steck dalla cima al suo bivacco ( da 8091 a 6900) è stato di 3 ore, con 8 doppie Abalakovs  per tutta la parete  (senza lasciare qualsiasi vite da ghiaccio o altro )… Graziani / Benoist hanno avuto bisogno di 2 giorni per la stessa sezione , compiendo discesa in corda doppia e usando la maggior parte del loro materiale.

4 . Le condizioni meteo eccezionali riportate che hanno permesso la salita non sono state confermate da nessuna foto: nel pomeriggio dell’ 8 ottobre e quindi la mattina del 9, nessun segno di uno strato sottile di neve che copriva il muro principale [come riportato da Ueli,NdR]. Comunque, una comparazione di immagini  nei pressi dell’inizio della headwall mostrano migliori condizioni di ghiaccio per lo svizzero che per i francesi del 2013 (nel 1992 i francesi avevano di gran lunga le condizioni più secche).

5 .Ci sono 3 dichiarazioni contraddittorie  per questa salita :

– sulla vetta: 4 versioni diverse (nella prima Ueli riferisce di aver controllato grazie all’altimetro, nella seconda – che corregge la prima, Steck accenna a essersi fermato alla seconda delle 3 cornici di vetta; nella terza Steck dice di essersi fermato direttamente sulla cresta sommitale appena uscito dal lato sud, una quarta mostra disegni della via che si fermano all’anticima est 

– la perdita della fotocamera: 2 versioni (una a 6700m; l’ altra dopo aver passato i 7000m sull’ headwall)

– il numero di calate in doppia, Ueli ha fornito 3 versioni (8 ad Andreas Kubin, 10 a Manu Rivaud, 4 o 5 Stephan Siegrist)

6. Pur essendo una condizione molto soggettiva, può essere degno di menzione il fatto che Steck non abbia manifestato alcun segno di stanchezza dopo la salita. Ha corso verso l’ ABC per il CB  il 9 ottobre. Ha compiuto la consueta sessione di training la mattina dopo con Patitucci. Poi direttamente a Pokhara il giorno 11. Solo la sera del 9, Patitucci dice che Steck andò a letto prima degli altri, durante la festa in onore della sua impresa.

 


 

 

Il report dettagliato e completo di Rodolphe Popier può essere letto qui