Dhaulagiri

I rumeni Horia Colibasanu , Marius Gane e lo sloveno Peter Hámor , stanno tentando di aprire una nuova  via sul Dhaulagiri (8.167 m)  sulla Cresta Nord-Ovest, senza portatori e senza ossigeno supplementare. La Cresta è accessibile da un camino sopra al quale i due affronteranno una parete di ghiaccio molto tecnica e delicata, prima dello sbocco alla cresta sopra i 6000 metri, che conduce poi in vetta su un percorso teoricamente meno complicato, quanto meno lineare.

I tre hanno attrezzato nelle ultime settimane la parte più tecnica ; sono partiti per un tentativo di vetta il 18 Maggio, hanno dormito sopra al Camino che accede alla parete ghiacciata sotto la Cresta circa a 5800 metri, e ieri si sono spostati sotto alla cresta attrezzando la tenda : oggi decideranno se proseguire a seconda delle condizioni meteo.

                                                   Dhaulagiri cresta nw (foto Alfonso Bernardi 1975, da un Pilatus Porter )

Everest

Cory Richards e Esteban “Topo” Mena hanno completato le lunghe rotazioni sull’Everest versante tibetano, in previsione del loro tentativo di aprire una parziale via nuova che si congiunge alla “normale” Nord sulla cresta sommitale. 

Non hanno supporto di sherpa lungo la via (ma ai campi bassi si) e non useranno ossigeno supplementare, la parte nuova della via sarà in stile alpino.

Si sono acclimatati fino ad oltre 7200 metri, dormendo in quota e compiendo molte rotazioni ; i l tentativo di vetta è previsto nei prossimi giorni, nella speranza che la finestra di bel tempo sia sufficiente.

Everest: nuova via prevista per Cory Richards ed Esteban Mena (c) National Geographic

Annapurna Nord Ovest / Langtang Lirung

Adam Bielecki e Felix Berg hanno combattuto con difficili condizioni meteo e in parete sul Langtang Tirung .

A circa 6100 metri, hanno deciso che la rinuncia era l’opzione migliore, visti i rischi per la sicurezza che avrebbero dovuto assumere. Crepacci, valanghe e condizioni non buone di roccia e neve li hanno impegnati in una estenuante sfida di rotazioni, che purtroppo non si sono mai potute concretizzare con un vero tentativo di salire in vetta.

La montagna su cui dovevano acclimatarsi, di per sé una delle più formidabili sfide sotto gli 8000 ( ricordiamo che Tomaz Humar perse la vita su questa montagna, in un tentativo in solitaria), ha decretato anche la fine del sogno di tentare la parete Nord Ovest dell’Annapurna, obiettivo primario dei due.

Adam Bielecki ha commentato con una punta di amarezza la fine di due anni di preparazione a questo sogno, tuttavia spiegando che tornare a casa , sani e salvi e “ancora amici” con Felix Berg, dopo l’esperienza comunque straordinaria su questo settemila , non rappresenta certo un fallimento.

 

campo sui 6000mt Langtang, Felix Berg e Adam Bielecki (c) Bielecki Facebook

 

 Inverno in Karakorum: Nanga Parbat

Daniele Nardi e Tom Ballard sono appena partiti per il Pakistan, dove raggiungeranno l’alpinista pakistano Rahmat Ullah Baig e un altro alpinista pakistano di cui al momento non conosciamo il nome. 

               Tom Ballard e Daniele Nardi ( ph montagna.tv )

“Saranno membri effettivi e non portatori di alta quota, mossi dal desiderio di scalare la loro montagna”

chiarisce  Nardi, in merito ai due compagni pakistani . 

I quattro puntano all’apertura in stile alpino di una nuova via lungo lo Sperone Mummery del Nanga Parbat. In assoluto, Nardi precisa che il suo vero obiettivo è completare lo Sperone Mummery, fino a circa 7000 metri. Poi, se possibile, salire in vetta.

Nardi è al 4o tentativo sullo Sperone, con Elizabeth Revol arrivò sino a 6400-6500 metri qualche anno fa.

E’ veramente interessante il legame tra Daniele e Tom, il primo mediatico, estroverso e con una grande esperienza di spedizioni himalayane e in karakorum, il secondo giovane, più introverso, con qualità tecniche e su ghiaccio notevolissime ma con una sola spedizione “grande” alle spalle, il tentativo al Link Sar proprio con Daniele. Altrettanto interessante la scelta di includere due alpinisti pakistani, cosa che rende il team eterogeneo ma potenzialmente molto motivato e preparato a una sfida decisamente durissima. Lo sperone Mummery è infatti ritenuto quasi “impossibile”, per le condizioni oggettive di pericolo in parete, e l’accesso via un ghiacciaio estremamente crepacciato, tra campo base e c1.

                 potenziale via / sperone mummery nanga parbat

Inverno in Karakorum: K2

Alex Txikon, il forte alpinista spagnolo basco, ha annunciato due nuovi membri nel suo team, che ora conta nove alpinisti per tentare l’Invernale sul K2 , unica scalata senza ossigeno da completare per la stagione fredda.

          Alex Txikon K2 WinterTOP

Saranno i polacchi Pawel Dunaj e Marek Klonowski , già appartenenti alla cordata Nanga Parbat – Justice for All – assieme al compianto Tomek Mackiewicz , morto durante la discesa dopo aver compiuto la prima scalata in stile alpino e per una via nuova del colosso pakistano, assieme ad Elizabeth Revol , miracolosamente e tenacemente sopravvissuta.

Alex ha inoltre annunciato la collaborazione con la spedizione russo-kirghiza che avrà lo stesso obiettivo, condividendo la grande tenda mensa al Campo Base.

Con queste scelte, Alex Txikon si dimostra grande organizzatore e ottimo catalizzatore di alpinisti da ogni parte del mondo ; la grandissima motivazione e resilienza del basco, unita alla bravura degli altri membri , la capacità di sopportare le estreme condizioni dei polacchi, sono fattori importanti.

Inoltre , a sorpresa, ha ventilato tra le possibilità di non scalare per la via Abruzzi, ma per la via americana (il leader era il grande Jim Whittaker ) del 1978 lungo la Cresta Nord-Est, lunga e con pericolose cornici che poi traversa per la parete Est e infine si ricongiunge allo Sperone degli Abruzzi (cresta Sud-Est). Fu la seconda via aperta nella storia del K2 e la prima senza ossigeno. 

A proposito di quella grande impresa, vi proponiamo questo bellissimo collage di stupende immagini colte da un  membro della spedizione :

Approach to K2 – 1978 from Dianne Roberts on Vimeo.